L’India presto primo importatore di carbone al mondo

Carbone India

Malgrado gli sforzi a livello governativo scanditi da provvedimenti in favore delle energie rinnovabili e del loro sviluppo, l’India continua a utilizzare massicciamente risorse come il carbone per soddisfare la propria domanda interna finalizzata alla produzione energetica e industriale.

Secondo un funzionario del Platts McGraw Hill Financial, infatti, l’India diventerà nei prossimi 3-5 anni il maggiore importatore di carbone, sorpassando perfino la Cina. Attualmente il Paese è il secondo al mondo nell’importazione di questa commodity con circa 135 milioni di tonnellate di carbone importate nell’ultimo anno fiscale.

Naturalmente, lo sfruttamento intensivo di tale risorsa ha creato non pochi problemi a livello sanitario e ambientale, come denunciato in un report pubblicato nei mesi scorsi da Greenpeace, che ha quantificato in una forbice compresa tra le 85.000 e le 115.000 vittime, nel periodo 2011-2012, il costo del carbone in termini di vite umane.

I principali responsabili di queste perdite sono asma e problemi cardiaci dovuti alle emissioni nocive degli impianti a carbone: molto alta la mortalità anche tra i bambini fino ai 5 anni, con quasi 10.000 deceduti stimati.

Anche se l’opportunità per ridurre l’impiego di carbone esiste, come hanno dimostrato i piani sia per lo sviluppo della fonte solare che di quella eolica, la dipendenza dal carbone è in India ancora molto alta e il mix energetico non ancora sufficientemente variegato. Come accade spesso nei Paesi in via di sviluppo, la necessità di bruciare le tappe per ridurre il gap dagli stati economicamente avanzati finisce col diventare un’arma a doppio taglio, dato che la crescita non è spesso accompagnata da norme e da precauzioni che salvaguardino l’ambiente e tutelino nel concreto la salute degli individui.

Photo Credits: Ben Beiske (Flickr.com)

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