Parco eolico London Array: il consorzio proprietario rinuncia alla Fase 2 del progetto

Il consorzio proprietario del London Array, parco eolico offshore più grande al mondo, ha rinunciato alla Fase 2 del progetto che avrebbe portato a una capacità complessiva dell’impianto di 1000MW

London Array Eolico

Il consorzio proprietario del London Array, il più grande parco eolico offshore al mondo, ha annunciato di voler rinunciare formalmente allo sviluppo della Fase 2 del progetto, che avrebbe portato alla realizzazione di una capacità aggiuntiva di 370MW, a fronte dei 630MW già esistenti.

Una decisione, cui è seguita la risoluzione del contratto di locazione dell’area marina in cui sarebbe sorta la seconda parte del London Array, dettata da problemi autorizzativi e soprattutto ambientali, dato che la valutazione dell’impatto della seconda parte del parco sulla fauna, in particolare sugli uccelli, non sarebbe arrivata prima di tre anni, un ritardo considerato eccessivo per il prosieguo dei lavori.

“Crediamo che non riusciremmo a raccogliere i dati necessari prima del gennaio 2017, per cui  anche se quelli ottenuti nell’esistente Fase 1 avevano dato esito positivo, non esiste la garanzia che al termine dei tre anni saremo in grado di assicurare alle autorità l’assenza di impatto sugli uccelli”, ha dichiarato il General Manager, Mike O’HareIl progetto iniziale, che prevedeva la realizzazione di un parco eolico offshore di 1000MW complessivi situato alla foce del Tamigi, non sarà dunque completato.

“In mancanza di qualsiasi certezza sul proseguimento della Fase 2 – spiega ancora O’Hare – i nostri azionisti hanno deciso di rinunciare all’accordo per la locazione del sito stipulato con Crown Estate, di bloccare l’opzione di connessione alla rete, e di concentrarsi sullo sviluppo di altri progetti”.

Malgrado il completamento del progetto a metà, nel complesso l’investimento del consorzio si è rivelato assai proficuo, visti i risultati raggiunti dalla parte esistente del London Array che per il secondo mese consecutivo ha stabilito nuovi record nella produzione di energia elettrica.

L’espansione del parco eolico rappresenta dunque un’opportunità mancata ma non una sconfitta, considerando anche le oggettive difficoltà che si sarebbero presentate nel realizzare la Fase 2 come sottolineato da Mike O’Hare: Il sito della Fase 2 è tecnicamente più impegnativo della Fase 1, poiché è caratterizzato dalla presenza di acque molto basse, senza dimenticare ulteriori problemi dati dalla difficoltà di trasportare nella zona, a causa di un percorso più lungo e complicato, i cavi e il materiale necessario”.

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Photo Credit: London Array

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