Orcella asiatica: il delfino di Irrawaddy rischia l’estinzione

La realizzazione di una diga nel fiume Mekong nello Stato del Laos potrebbe mettere a serio rischio l’esistenza di una specie particolare e assai rara di delfini, l’orcella asiatica

Orcella Asiatica Delfino

La decisione presa lo scorso settembre dal Governo del Laos di procedere alla realizzazione, per fini energetici, di un’imponente diga nel sud del Paese potrebbe mettere a serio rischio l’esistenza dell’orcella asiatica, specie appartenente alla famiglia dei delfini che risulta in via d’estinzione e conta ormai poche centinaia di esemplari in tutto il mondo.

A lanciare l’allarme è il WWF, che sottolinea il pericolo corso dall’orcella asiatica (conosciuta anche come delfino di Irrawaddy) se il progetto dovesse andare in porto e approdasse, dunque, alla sua fase operativa.

Possedendo apparati acustici altamente sensibili, a creare seri problemi ai delfini, conducendoli fino alla morte, potrebbero infatti essere le onde sonore generate dagli esplosivi che dovranno necessariamente essere impiegati per scavare ed estrarre tonnellate di roccia dal sito prescelto. In più, sostiene il WWF, i delfini potrebbero essere uccisi anche dal radicale cambiamento che si concretizzerà nell’intero corso fluviale, rivoluzionato dalla imponente costruzione che potrebbe incidere sulla qualità dell’acqua e sulla portata del traffico della navigazione.

Effetti che tutti insieme concorrerebbero a mettere ulteriormente in pericolo una specie di per se molto delicata, dato il basso tasso di sopravvivenza dei piccoli, e già minacciata dall’inquinamento e dalla presenza delle reti da pesca nelle quali questi mammiferi spesso rimangono impigliati in modo accidentale.

L’orcella asiatica, ricordiamo, è una specie di delfino che vive a ridosso delle coste e delle foci di alcuni fiumi dell’Asia sud-orientale, come ad esempio il Gange, il Mekong e l’Ayeyarwady. Nel Laos, proprio nel fiume Mekong, gli esemplari rimasti, secondo una stima effettuata dal WWF, sarebbero intorno alle 85 unità. Un numero estremamente esiguo e, quindi, un pericolo concreto che l’associazione ambientalista vuole scongiurare a ogni costo.

“I piani per costruire la diga Don Sahong in un canale immediatamente a monte dell’habitat dei delfini potrebbe provocare la loro scomparsa dal Mekong”, ha dichiarato con preoccupazione il Direttore del settore Conservazione del WWF Italia, Isabella Pratesi.Gli impatti della diga sulla vita dei delfini probabilmente non potranno essere mitigati attraverso i piani limitati e vaghi delineati nella valutazione di impatto ambientale del progetto”.

Gerry Ryan, consulente tecnico del WWF Cambogia, chiede senza mezzi termini un passo indietro da parte del Governo del Laos: “Non è troppo tardi per sospendere il progetto Don Sahong e considerare le alternative più intelligenti. Il blocco della costruzione della diga non rappresenterebbe per il Laos un colpo irreparabile né per le aspirazioni di sviluppo né per la capacità di produrre energia elettrica; viceversa il prosieguo del progetto significherebbe quasi certamente l’estinzione dei delfini”.

Cosa fare, dunque, per evitare che comincino le opere di una struttura, che nei piani sarà completata entro il 2018, senza tuttavia impedire il regolare sviluppo del Paese? L’alternativa, afferma il WWF, ci sarebbe ed è rappresentata dal progetto Thako, in grado di fornire quantità pressoché analoghe di energia elettrica consentendo tuttavia un minore impatto ambientale, in quanto non andrebbe a costituire una barriera per tutti i canali del fiume Mekong e non interferirebbe con il flusso migratorio dei pesci.

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Photo Credit: Orcella Asiatica – Stefan Brending – Creative Commons CC-by-sa-3.0 de

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