Rifiuti di plastica invadono le spiagge e il mare del Belpaese

Un’indagine di Legambiente consegna dati piuttosto sconfortanti sullo stato di salute del nostro mare: nelle 24 spiagge monitorate sono stati ritrovati rifiuti di ogni genere, con una prevalenza, che arriva fino al 65%, di oggetti di plastica.

Rifiuti Mare

Lo scorso anno il monitoraggio condotto nel Mar Tirreno da Goletta Verde e dall’Accademia del Leviatano aveva consegnato dati piuttosto allarmanti sulla presenza di plastica nel mare.

Sulla scia di quella ricerca e dei preoccupanti risultati da essa scaturiti, si inserisce, in questa prima metà del 2014, l’indagine Beach Litter di Legambiente, effettuata su 24 spiagge lungo le coste di tutta Italia e dal responso piuttosto chiaro e inequivocabile: quasi il 65% dei rifiuti rinvenuti in mare dai volontari dell’associazione è fatto con la plastica.

Bottiglie, contenitori, tappi, coperchi, stoviglie usa e getta, secchi, ma anche mozziconi di sigaretta e addirittura mattonelle e calcinacci. Una vera discarica a “mare aperto”, i cui detriti e rifiuti finiscono, inevitabilmente, nel contaminare nelle nostre belle spiagge deturpate da tanto degrado.

Tanta plastica ma anche altre sostanze e materiali altamente inquinanti invadono e sporcano le nostre spiagge e creano danni irreparabili agli organismi che vivono in mare. Oltre alla plastica, infatti, presenti metalli con lattine, barattoli e bombolette spray, rifiuti sanitari come cotton fioc, assorbenti e preservativi, materiali di costruzione tra cui mattonelle e calcinacci, ma anche vetro, rifiuti di gomma (pneumatici e guanti) e tessili (scarpe e vestiti).

“Secondo diversi studi – dichiara Rossella Muroni, direttrice generale di Legambiente – circa il 70% dei rifiuti marini affonda e circa il 15% resta in superficie. Questo significa che i risultati dei campionamenti effettuati sulle spiagge rappresentano solo la punta dell’iceberg di un problema ben più complesso”.

Insomma, una situazione sottovalutata ma decisamente grave, data la pericolosità di alcuni materiali che, come spiegato dalla Muroni, rimangono intrappolati nei fondali.  “Servono azioni concrete di salvaguardia e sviluppo dell’ambiente marino e delle coste con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati e dei territori. Interventi che in Italia sono in fase ancora embrionale”.

I risultati del monitoraggio di Legambiente Beach Litter, connessi alle operazioni di tre giorni “spiagge e fondali puliti”,  punta dunque a sensibilizzare l’opinione pubblica richiamando “con forza – sottolinea infine Rossella Muroni – l’urgenza di intervenire e fornendo un contributo prezioso per la valutazione delle politiche di prevenzione e riduzione del fenomeno”.

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Photo Credit: Epsos.de (Flickr.com)

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