Legambiente, depuratori assenti: mari inquinati in tutta Italia

L’annuale missione di Goletta Verde descrive un quadro non confortante dello stato di salute dei nostri mari: inquinamento diffuso, depuratori assenti che non filtrano le acque reflue e in arrivo una multa milionaria dall’UE

Depuratori Mare

Il rapporto annuale redatto dalla Legambiente nell’ambito della missione Goletta Verde offre allarmanti quanto abbastanza deprimenti statistiche sulla situazione inquinamento dei nostri mari: la mancata depurazione in diverse zone d’Italia, infatti, oltre a pregiudicare in modo costante la qualità delle acque, ha spinto l’Unione Europea ad avviare, per la terza volta, una procedura d’infrazione per il mancato rispetto sulla depurazione degli scarichi civili.

Oltre al danno, dunque, anche la beffa, considerando che un’eventuale ulteriore sentenza a sfavore del nostro bello quanto ormai martoriato Paese potrebbe costare una multa salatissima stimata intorno ai 500 milioni di euro. Una cifra enorme, se pensiamo all’attuale situazione economica e alle difficoltà, ormai note, di reperire anche pochi milioni di euro da destinare a  investimenti di pubblica utilità. Un epilogo da scongiurare assolutamente, come affermato da Stefano Ciafani, vicepresidente nazionale di Legambiente:

In questi anni Goletta Verde ha monitorato costantemente lo stato di salute delle acque e denunciato più volte il problema di una mancata depurazione dei reflui civili. Solo il 64% degli italiani è servito da impianti di depurazione e il ritardo rispetto agli obietti imposti dall’Europa ci potrebbe costare mezzo miliardo di euro a carico della collettività. Il governo Renzi sblocchi opere utili come quelle a tutela del  mare invece di ricorrere al solito lungo elenco di opere stradali e autostradali.

Un duro monito alla politica, spesso colpevole di immobilismo in questioni divenute oggigiorno sempre più pregnanti, come il dissesto idrogeologico – diffusissimo in tutto il territorio italiano – e, appunto, l’inquinamento di mari e fiumi.

Nello specifico, come è possibile constatare dai dati forniti da Legambiente, su 264 campioni di acqua analizzati il 55% è risultato al di fuori dei parametri microbiologici previsti dalla normativa. Sotto la lente di ingrandimento foci di fiumi, canali, scarichi sospetti e spiagge frequentate da turisti. Nel complesso si registra un punto inquinato ogni 51 km di costa, con Abruzzo e Marche tristemente in vetta alla classifica con la più elevata percentuale di punti critici, rispettivamente all’88% e all’83%.

Insomma, una condizione tutt’altro che edificante che deve spingere la politica, come ricordato a gran voce dall’associazione ambientalista, ad agire verso la realizzazione delle opere necessarie e non, come accade ormai troppo spesso nel nostro paese, a pagare semplicemente una multa che avrebbe il sapore dell’umiliazione e rappresenterebbe un esborso insostenibile per un Paese in crisi economica qual è il nostro.

Photo Credit: Pilise Gabor, Wikipedia

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